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Restaureremo Il Salottino di Palazzo Mirto.

Ha vinto, infatti, il sondaggio sul nostro sito. A votarlo il 47 per cento di coloro che hanno partecipato al “gioco-contest”. Il salottino si è affermato con amplissimo margine. Secondo, infatti, è giunta la scala del gioiello del Serpotta, con il 29 per cento. La coda del leone del teatro Massimo è stata invece prescelta dal 16 per cento. Risultati decisamente più modesti per la Tabella per misurare il tempo (7 per cento) e per il ritratto di Michele Amari, appena l’1 per cento. Vi informeremo, ovviamente, di tutte le tappe successive che ci porteranno al restauro del salottino. I fondi giungono dall’euro che abbiamo pagato per entrare nei dieci luoghi aperti recentemente per due weekend nell’ambito della Biennale Arcipelago del Mediterraneo


Risultati

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Sondaggio Concluso

vote

 


leone

LA CODA DEL LEONE DEL TEATRO MASSIMO

Un pezzetto penzola, esito di un atto di vandalismo di qualche anno fa. È la coda di uno dei due leoni bronzei del Teatro Massimo, quello di destra (guardando il Teatro), rappresentazione allegorica della Tragedia, opera di Benedetto Civiletti. L’altro, sul lato opposto, rappresenta la Lirica ed è opera di Mario Rutelli. Il restauro consentirà di ripristinare la coda.


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LA TABELLA PER MISURARE IL TEMPO

Sembra un codice misterioso l’importante documento su tela, rarissimo esempio di complemento d’arredo settecentesco d’archivio conservato all’Archivio storico comunale. Si tratta di una “Tabella delle indizioni” che, a uso pratico degli archivisti, compara l’anno indicato secondo il comune computo del tempo (anno dell’era cristiana), con quello cosiddetto “indizionale”. Si tratta di un modo di computare il tempo che sembra risalga all’antico Egitto e che dal 313 dopo Cristo in poi, divenne parte integrante della datazione dei documenti. Un raro e inusuale “strumento di cancelleria” utilizzato per una più esatta datazione dei documenti, forse usato dall’Archivista generale del Comune. Presenta evidenti fori, macchie e lacerazioni che ne compromettono la lettura integrale. Il restauro riguarderà anche la cornice che lo racchiude.


scala

LA SCALA DEL GIOIELLO DI SERPOTTA

Sono quattro gradini, ma fanno ascendere a uno dei luoghi più belli e magici della Palermo candida degli stucchi serpottiani. Sono i quattro scalini che conducono all’Oratorio di San Mercurio. Ma quella scalinata, tutta in marmo di Billiemi, realizzata nel 1719 da Pietro Bivona e Rocco Russo ha delle ferite, per fortuna sanabili. Mancano alcune delle colonnine laterali. Un vero peccato. Chi volesse ripristinarle non deve fare altro che votare per il loro recupero.


divano

IL SALOTTINO DI PALAZZO MIRTO

È un delizioso salottino ottocentesco composto da quattro sedie, due poltroncine e un divanetto, collocato nel salotto verde di Palazzo Mirto. Le sedute, da conversazione, sono decorate con fiori e decorazioni plastiche con foglia d’oro. Sono presenti lacune di piccole dimensioni sia dellostrato preparatorio che della lamina metallica e ridipinture dovute a precedenti restauri. Su tutta la superficie è presente un’alterazione cromatica, causata dall’ingiallimento dello strato di vernice finale. Il restauro consentirà di riportare il salottino allo splendore originario.


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IL RITRATTO DI MICHELE AMARI

È una delle trecentosettantaquattro tele che raccontano la storia della città attraverso i suoi protagonisti. Giuristi, medici, architetti, scienziati, uomini del passato distintisi al punto da meritare di essere ricordati per sempre. E acquisire così un posto privilegiato nel Tempio della Fama. Da qui la parola Famedio, che indica la raccolta. Il quadro, opera di Onofrio Tomaselli, raffigura Michele Amari, il maggiore storico della Sicilia moderna, autore della “Storia dei musulmani in Sicilia”. Il quadro riporta una lacerazione da taglio.


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