Contest 2018 | Le Vie dei Tesori
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Contest | Le Vie dei Tesori 2018

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PORTONE DI PALAZZO ALLIATA DI VILLAFRANCA

In gara nel contest de Le Vie dei Tesori c’è anche un portone, quello di Palazzo Alliata, databile al XIX secolo e restaurato in stile neo-medievale tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900. La struttura  è composto da due ante, con due piccole porte d’accesso, di cui una finta, con battenti in lega metallica con forma di arpie. Lo stato conservazione complessivo è mediocre. Seppure la struttura risulta ancora nell’insieme solida, si possono notare all’esterno e all’interno fisiologici allentamenti e cedimenti. La superficie presenta fessurazioni dovute al ritiro del legno e nelle parti più esposte si notano allentamenti e mancanze, specie in basso. L’aspetto risulta particolarmente falsato dalla presenza di molteplici strati di compensato e di vernici deteriorate. Si può ipotizzare che il legno adoperato per la costruzione del portone sia il pino pece o il larice.

TABELLA DELLE INDIZIONI
Archivio Storico Comunale

All’Archivio storico del Comune di Palermo è conservato un importante “documento su tela”, rarissimo esempio di complemento d’arredo settecentesco d’archivio. Si tratta di una “Tabella delle indizioni” (forse quel che resta di una tavola originaria di più grandi dimensioni) che, a uso pratico degli archivisti, compara l’anno indicato secondo il comune computo del tempo (anno dell’era cristiana), con quello cosiddetto “indizionale”.
La tabella delle indizioni in possesso dell’Archivio, probabilmente usata nel Settecento dall’Archivista generale del Comune, è in carta su tela, vergata con inchiostro rosso e nero. Presenta evidenti fori, macchie e lacerazioni che ne compromettono la lettura integrale.  Ha bisogno dunque di un intervento di restauro che la riporti allo stato originario, compresa anche la cornice che la racchiude, presumibilmente d’epoca. E’ un unicum nel patrimonio documentario conservato dall’Archivio, costituito dagli atti amministrativi del governo cittadino attraverso i secoli.

IL MIRACOLO DI SAN BASILIO
Affresco, Oratorio del Santissimo Salvatore

Il grandioso affresco raffigurante “Il miracolo di San Basilio che guarisce un bambino malato” impreziosisce la parete destra del vestibolo d’ingresso della chiesa del Santissimo Salvatore. Si trova esattamente di fronte a un altro affresco in cui si narra la vita di San Basilio, rappresentato mentre predica al popolo. “Il miracolo”, l’opera che necessita di un intervento di recupero e che pertanto gareggia nel contest lanciato da Le Vie dei Tesori, venne realizzata dal pittore palermitano Vito D’Anna nel 1763, ossia pochi anni prima della morte dell’artista considerato il più raffinato e sensibile interprete del rococò palermitano e tra i maggiori pittori siciliani.

GIUDITTA E OLOFERNE
Dipinto, Palazzo Abatellis

“Giuditta e Oloferne” è un dipinto su tavola, dalle dimensioni di 84 per 65 centimetri, esposto nella sala XIII, di Palazzo Abatellis. Di recente è stata accolta la sua attribuzione a Giuliano Bugiardini un pittore citato dal Vasari come copista interprete di Raffaello e amico di Michelangelo. L’opera proviene da San Martino delle Scale e il restauro, sostanzialmente pulitura e trattamento delle ridipinture ottocentesche, sarebbe una importante occasione per promuovere la presenza all’Abatellis di un’opera del Bugiardini.

LE SEDUTE DEI BANCHI
Oratorio delle Dame

Tra le opere d’arte decorative dell’oratorio emergono per la particolare raffinatezza gli arredi lignei a intarsi: gli stalli laterali, quello della presidenza e il tavolo con ricchi intarsi floreali  e monogramma del nome di Maria. Dalle preziose ricerche documentarie svolte nell’archivio della congregazione risulta che i banchi della chiesa vengono realizzati dall’ebanista Nicolò Aragona  “scrittoriario”, a partire dal 1711, anno dell’atto di commissione al maestro da parte della principessa Anna Lanza Bellacera. I banchi si distinguono per i fregi aurei nella parte superiore di gusto squisitamente barocco ideati da Antonino Grano. Sono inoltre caratterizzati da un raffinato intarsio floreale dei vasi con frasche che si rifanno da un lato a esempi dei marmi mischi di molte chiese della città, non ultima quella vicina del Gesù a Casa Professa, e dall’altro ai diversi vasi con frasche in argento. Da recuperare alcune sedute deteriorate dal tempo.