Date disponibili
non disponibili
Durata
30 minuti
Contributo
3euro
Non accessibile ai disabili

Borghi dei Tesori Fest
1
Caltabellotta
Luoghi
Quando la comunità ebraica era la più grande d’Italia

L’anno scorso è stato il luogo più visitato del festival: un luogo misterico, l’antica sinagoga individuata nel cortile di un’antica Casa Rabbinica. Quest’anno riapre le porte e sarà una visita molto particolare, quasi privata, per non più di cinque persone alla volta. Un’occasione unica per approfondire la conoscenza dei luoghi che hanno caratterizzato la più numerosa, fino alla fine del XV secolo, comunità ebraica d’Italia. Nel 1492 i reali di Spagna, i cattolicissimi Ferdinando e Isabella di Castiglia, promulgarono un editto contro gli ebrei. Fino ad allora a Caltabellotta viveva la più grande comunità ebraica d’Italia: qui, gli ebrei parlavano un dialetto arabo-magrebino della loro zona di provenienza trascritto in caratteri ebraici; parlavano anche il siciliano e molti cognomi si sicilianizzarono. Imparentati con i “cugini” di Sciacca, i circa 400 ebrei di Caltabellotta erano intellettuali, medici, aromatari, maestri, banchieri, artigiani, proprietari terrieri, ma anche contadini, allevatori, conciatori, commercianti e allevatori. Vivevano nella Giudecca, intorno ad una sinagoga con Matroneo (unico ritrovato nei documenti finora in Sicilia) e la scuola, tenevano buoni rapporti con il resto della popolazione e le autorità. Dopo l’espulsione, una grande maggioranza partì verso destinazioni più sicure, ma alcuni si convertirono al Cristianesimo e restarono a Caltabellotta. Del loro passaggio rimangono cognomi e “nciurii”: Abbate, Anello, Castrogiovanni, Crispi, Daino, Geremia, Macaluso, Nocilla, Perna, Ragusa, Ribecca, Siracusa, Tripoli, Cunsirioti, Ncantaredda, Nfintusu, Salamuni e Zzazzara; Canisi, Nucidda e Tarummina sono invece i nomi di tre contrade. Resta una lapide sepolcrale in ebraico, il luogo dov’era ubicato il cimitero, il quartiere dove vivevano, i resti della sinagoga con il pozzo per le abluzioni, l’edificio delle Scuole situato nell’attuale Via delle Scuole; e una nutrita documentazione notarile parla della famosa Ketubbah, un contratto matrimoniale redatto nel 1457 in quattro lingue, ebraico, aramaico, giudeo-arabo e siciliano.

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