
È tutta un mistero questa chiesa preziosa dove ci si trova immersi in marmi mischi, sculture dei Misteri del Rosario di Gioacchino Vitagliano ma soprattutto nelle sculture di Antonello Gagini, dipinti e opere di Antonio Grano e Filippo Paladini, oltre a una bellissima Pietà quattrocentesca di Giorgio da Milano (scoperta nella cripta). Nata su una precedente chiesa trecentesca intitolata a santa Zita, patrona di Lucca, la chiesa passò a metà ‘400 ai Domenicani. Distrutta dalle bombe del ’43, fu riaperta nel 1952 e dedicata a San Mamiliano. Soltanto a inizi anni Novanta fu scoperta per caso la cripta preziosa dei nobili Lanza, la famiglia della baronessa di Carini. Quattro tombe: in una è sepolto Blasco Lanza, il nonno di Laura; nell’altra la seconda moglie del padre, Castellana Centelles; nella terza probabilmente il padre Cesare Lanza, l’uomo che la uccise. Sul quarto sarcofago, anonimo, giace la scultura di una giovane donna. Potrebbe essere la tomba segreta della baronessa.





















