Nel minuscolo borgo tra chiese e ulivi

Araba, lontana, sembrerebbe che Cassaro tragga il suo nome dall’arabo Kars che vuol dire castello, fortezza, altri la identificano con l’antichissima e misteriosa cittadina sicula di Cacyrum. Durante il festival, il minuscolo e antico borgo – il più piccolo della provincia di Siracusa e tra i meno abitati della Sicilia con appena 700 residenti – si anima di tradizioni e riti che affondano le radici in un passato millenario. Le sue origini si intrecciano con una natura generosa, che regala l’oliva “tonda iblea” e l’olio “dei Monti Iblei”, ma anche miele, castagne, pesche, nocciole, funghi e pinoli. Qui gli artigiani intrecciano ancora oggi panieri in canne e rami d’ulivo. Vi perderete tra le sue chiese, scoprendo una suggestiva linea ferrata trasformata in percorso naturalistico, tra mulini ad acqua lungo la valle dell’Anapo.

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