Siamo nel cuore della provincia ragusana, alla sorgente del fiume Irminio – citato anche da Idrisi - che poi correrà verso il mare. Come tutti i borghi del Val di Noto, anche Giarratana venne spazzato via dal terremoto del 1693 e ricostruito poco lontano. Resta il suo cuore antico, la misteriosa Terravecchia, con i ruderi del castello e il sistema di cinte murarie; qui nasce uno dei presepi viventi più visitati dell’Isola. E’ la terra della famosa, enorme e dolcissima cipolla presidio Slow Food, a cui è dedicata una sagra, il 14 agosto, giorno di San Bartolomeo, portato in processione scendendo 19 ripidi gradini. Nel museo a cielo aperto al Cuozzu, viene custodita la memoria artigiana e contadina; a Palazzo Barone, è allestito il Museo dell’emigrazione iblea. E il palmares della Polisportiva di pallavolo femminile Aurora che negli anni ’80 raggiunse anche la serie A.


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