
Nell’antico feudo di Barca sorge la villa neoclassica disegnata nel 1799 dal Marvuglia su incarico di Giuseppe Emanuele Ventimiglia, principe di Belmonte. Dopo un imponente restauro, è sede del Consiglio di Giustizia Amministrativa. Nei primi anni dell’800 divenne un salotto internazionale, poi circolo sovversivo e politico, punto di ritrovo dell’élite aristocratica massone. Prima dell’intervento di Ernesto Basile, la villa era stata anche un hotel. Saccheggiata durante la guerra, incendiata, villa Belmonte viene acquisita al demanio, una parte all’Università e una alla Regione. Conserva gli affreschi del Velasco, gli stucchi e le sculture del Quattrocchi; sulla Montagnola, il Kaffeehaus neogotico. Oltre agli innumerevoli simboli esoterici voluti dal principe di Belmonte.

















