Date disponibili
17 Ottobre 2026
dalle 10:00 alle 13:00
dalle 15:00 alle 16:30
18 Ottobre 2026
dalle 10:00 alle 13:00
dalle 15:00 alle 16:30
24 Ottobre 2026
dalle 10:00 alle 13:00
dalle 15:00 alle 16:30
25 Ottobre 2026
dalle 10:00 alle 13:00
dalle 15:00 alle 16:30
31 Ottobre 2026
dalle 10:00 alle 13:00
dalle 15:00 alle 16:00
01 Novembre 2026
dalle 10:00 alle 13:00
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07 Novembre 2026
dalle 10:00 alle 13:00
dalle 15:00 alle 16:00
08 Novembre 2026
dalle 10:00 alle 13:00
dalle 15:00 alle 16:00
Durata
30 minuti
Contributo
3euro
Non accessibile ai disabili

Festival Le Vie dei Tesori
24
Idroscalo di Augusta
Catania
Esperienze
L’hangar antisismico per gli enormi dirigibili

Un’occasione imperdibile, entrare in quello che, un secolo fa, fu lo scalo dei dirigibili della regia Marina e poi degli idrovolanti. Mancano pochi mesi alla fine della Prima guerra mondiale e ad Augusta viene costruito in cemento armato questo idroscalo: un’opera ingegneristica avveniristica per i tempi. L’hangar nella base, dismessa nel 1991, è oggi all’interno di un parco in una collina di eucalipti di quasi 30 ettari. Nel 1917 la progettazione fu affidata allo studio brindisino dell’ingegnere Antonio Garboli di Milano, pioniere in strutture in cemento armato: la struttura nasceva per la difesa della rada megarese dai sommergibili U-Boot: per completarla ci vollero tre anni, a guerra ormai da tempo finita. Fino al 1925 ospitò dirigibili (due progettati da Umberto Nobile, uno OS da 5000 metri cubi di quasi 70 metri, che viaggiava a 85 km orari; e un N2, simile al Norge con cui Nobile fece la trasvolata del Polo Nord) per addestramento e ricognizione, poi divenne idroscalo della Regia Aeronautica per la 184ª squadriglia idrovolanti; dopo lo sbarco alleato e fino al 1946 fu sede della Royal Air Force, poi dal 1950 utilizzato dall’inglese BOAC come scalo civile. Altri usi militari, poi fu abbandonato fino al 1987 quando l’Assessorato regionale ai Beni Culturali dichiara l’hangar “opera di alto interesse storico-monumentale. Neppure il terremoto di Carlentini nel 1990 lo abbatte, tanto che gli ingegneri giapponesi vennero a studiarlo. Nel 2004 il Parco dell’Hangar torna al Comune di Augusta.

Seleziona giorno

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24
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L’hangar antisismico per gli enormi dirigibili

Un’occasione imperdibile, entrare in quello che, un secolo fa, fu lo scalo dei dirigibili della regia Marina e poi degli idrovolanti. Mancano pochi mesi alla fine della Prima guerra mondiale e ad Augusta viene costruito in cemento armato questo idroscalo: un’opera ingegneristica avveniristica per i tempi. L’hangar nella base, dismessa nel 1991, è oggi all’interno di un parco in una collina di eucalipti di quasi 30 ettari. Nel 1917 la progettazione fu affidata allo studio brindisino dell’ingegnere Antonio Garboli di Milano, pioniere in strutture in cemento armato: la struttura nasceva per la difesa della rada megarese dai sommergibili U-Boot: per completarla ci vollero tre anni, a guerra ormai da tempo finita. Fino al 1925 ospitò dirigibili (due progettati da Umberto Nobile, uno OS da 5000 metri cubi di quasi 70 metri, che viaggiava a 85 km orari; e un N2, simile al Norge con cui Nobile fece la trasvolata del Polo Nord) per addestramento e ricognizione, poi divenne idroscalo della Regia Aeronautica per la 184ª squadriglia idrovolanti; dopo lo sbarco alleato e fino al 1946 fu sede della Royal Air Force, poi dal 1950 utilizzato dall’inglese BOAC come scalo civile. Altri usi militari, poi fu abbandonato fino al 1987 quando l’Assessorato regionale ai Beni Culturali dichiara l’hangar “opera di alto interesse storico-monumentale. Neppure il terremoto di Carlentini nel 1990 lo abbatte, tanto che gli ingegneri giapponesi vennero a studiarlo. Nel 2004 il Parco dell’Hangar torna al Comune di Augusta.

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