Un borgo ferito ma non spezzato, dove il terremoto del 1693 non riuscì a cancellare la bellezza di stucchi, campanili e conventi. L’itinerario conduce alla scoperta di Delia, paese che seppe resistere al grande sisma di fine Seicento, e girando tra le viuzze, ammirando le chiese, si racconta anche la storia dei riti della Settimana Santa, tramandati di generazione in generazione. La prima tappa è la chiesa del Crocifisso, risalente al 1607, un tempo annessa al vicino ospedale della Santissima Trinità, che custodisce preziosi stucchi dei Blanco e pale d’altare di Mariano Gusmano. Si prosegue verso il convento dei Cappuccini, luogo di silenzio e preghiera. Quarta tappa, la Chiesa Madre, costruita tra Cinquecento e Seicento e divenuta Matrice nel 1621: la sua possente torre campanaria, edificata dopo il 1693, è così famosa da essere stata ricordata da Giovanni Verga nella novella “Jeli il pastore”. Sempre al periodo post-terremoto si deve l’unificazione dei monasteri delle Clarisse e delle Benedettine in un unico complesso conventuale con la chiesa di San Benedetto e Santa Chiara, chiamata semplicemente la Badia. Dopo la soppressione degli ordini religiosi a metà Ottocento, il complesso passò al Comune e oggi, recuperato dall’Archeoclub, ospita attività culturali. Qui si potrà visitare la mostra “Le Madri”, una collettiva di artisti con sculture e pitture che dialogano con l’antica atmosfera claustrale. La passeggiata si chiude infine al castello Santapau, arroccato su un rilievo di roccia calcarenitica al centro del moderno abitato. Le sue origini sono antiche: i primi documenti che ne parlano risalgono al 1272, in un elenco di fortezze siciliane redatto dagli Angioini.
Date disponibili
23
Maggio 2026
alle 11:00
alle 15:00
alle 16:30
24
Maggio 2026
alle 11:00
alle 15:00
alle 16:30
Luogo di raduno
SP 75
Durata
2 ore
Contributo
6euro
A cura di:
Archeoclub Licodia Eubea
Non accessibile ai disabili
Borghi dei Tesori Fest
2
Licodia Eubea
Passeggiate



















