
Il Palazzo Chiaramonte è oggi sede del Palazzo della Cultura e in questi giorni ospita un’importante mostra su Paolo Vetri (1855-1937), Francesco Lodato e Apollonio Di Bilio, oltre a tele e una scultura della collezione San Marco appena restaurate dalla Soprintendenza. La storia del palazzo si intreccia alle lotte intestine tra i baroni nel XIV secolo. Nel 1392 Martino d’Aragona si autoproclama re di Sicilia, Andrea Chiaramonte accusato di tradimento, è condannato alla pena capitale, il palazzo è annesso al Regio demanio e concesso all’Ordine mendicante dei frati Conventuali di San Francesco di Assisi. Nel 1866, passerà al Comune che lo destinerà a uffici e biblioteca, una parte è ancora dei frati. Dopo aver varcato l’Atrio del Sole, si visiteranno il prezioso tesoro dell’ex monastero delle Carmelitane Scalze di San Marco, la scultura in gesso dell’ennese Gesualdo Prestipino; la Sala Cerere con il San Carlo Borromeo di Mario Minniti; la Sala Proserpina, il Fondo Savarese con 32 disegni di Renato Guttuso realizzati per la rivista “Il Lunario” e il fondo antico della Chiesa Madre, con antichi manoscritti.































