
È uno degli edifici religiosi più importanti del territorio. Fondata nel 1623 e dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, patrona di Paceco, la Chiesa Madre fu ristrutturata nella metà del XVIII secolo su progetto dell’architetto trapanese Giovanni Biagio Amico e completata negli anni ’50 del secolo scorso. L’interno, a navata unica, è impreziosito da eleganti stucchi settecenteschi e custodisce quattro grandi pale d’altare appartenenti all’ambiente pittorico partenopeo tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo. Le opere furono donate dalla principessa Maria Anna Fardella Sanseverino. Gli stemmi delle famiglie Fardella e Sanseverino sono visibili nella tela raffigurante l’Immacolata Concezione. Di particolare interesse è l’antico organo a canne, realizzato nel 1900 da Pietro La Grassa figlio del celebre organaro Francesco La Grassa. Restaurato dopo un lungo periodo di inattività, lo strumento costituisce una preziosa testimonianza della tradizione musicale e liturgica della comunità pacecota.



