
A monte della contrada Scoppo, di fronte alla collina di Castellaccio, tra il 1537 e il 1539 fu edificata una chiesa in onore della Madonna di Visitò ma ben presto l’intitolazione cambiò: due frati fra Pietro Guzzetti da Modena e fra Pietro da Taormina, portarono il culto dell’eremita San Corrado Confalonieri, patrono di Noto. Che ebbe una notevole risonanza quando il marchese Cesare Marullo di Condagusta nel 1661 pare guarisse dalla paralisi per intercessione del santo. Il complesso religioso passò poi agli eremiti di San Pacomio. Recentemente restaurata, la chiesa è molto suggestiva, ha conservatore le strutture originali e una vasta cripta scavata nella viva roccia. Da quassù si gode una magnifica vista sul porto e sulla città, scorcio a cui sembra si ispirò Antonello da Messina.



