
La basilica soluntina di Sant’Anna affianca Palazzo Filangeri, e nacque su una modesta chiesetta campestre. Quando il borgo di Santa Flavia “esplose” per numero di abitanti e famiglie, si rese necessaria una vera e propria parrocchia. Il principe Cristoforo Riccardo Filangeri, nel 1784, ottenne il privilegio dell’aggregazione di sant’Anna a San Giovanni in Laterano a Roma, con il conseguente diritto di “lucrare delle stesse indulgenze” della basilica romana: Santa Flavia si trasformò ben presto in un polo di attrazione spirituale per l’intera Sicilia. Fu necessario un nuovo ampliamento, che culminò con la solenne consacrazione della basilica il 26 luglio 1785 (giorno di Sant’Anna). L’interno è un vero museo del tardo barocco e del neoclassicismo siciliano: dal baldacchino dell’altare maggiore di Antonio Interguglielmi, che riprende la macchina scenografica del Bernini per San Pietro a Roma; al monumento funebre del Marabitti per Pietro II Filangeri, agli splendidi stucchi di Filippo Sanseverino, agli affreschi delle volte e delle pareti di Eugenio ed Epifanio Fumagalli, fino alla grande cupola rivestita da maioliche policrome che si vede da tutta la zona circostante.



