
Nel dialetto marinaro, la “trizzana” era la struttura coperta dove venivano ricoverate le barche da pesca; con la camparìa (il deposito delle reti) e al malfaraggio (rimessaggio) la trizzana offriva riparo alle grandi imbarcazioni in legno e si tramandavano i segreti dei maestri d’ascia. Era lo spazio in cui le barche venivano “tirate a secco” per la manutenzione invernale e per la calafatura. Persa l’originaria funzione, la Trizzana di Porticello è diventata un importante centro di aggregazione, spazio espositivo e contenitore culturale del Comune di Santa Flavia. È un prezioso esempio di archeologia identitaria e marittima, nata per esigenze pratiche e di sopravvivenza della flotta peschereccia, oggi è un ponte tra il passato glorioso della marineria flavese e il futuro sviluppo turistico-culturale del borgo.



