
A metà Ottocento Caltanissetta era il cuore dell’attività di estrazione, lavorazione ed esportazione dello zolfo: l’ ”oro del diavolo” dava lavoro a centinaia di minatori e sosteneva altrettante famiglie (spesso poverissime). la città aveva quindi bisogno di servizi e si pensò a una rete di illuminazione pubblica a gas che sostituiva gli antiquati lampioni pubblici a olio. Nel 1867 fu così costruito nel quartiere storico degli Angeli, un imponente gasometro, oggi vero reperto di archeologia industriale urbana in Sicilia. Siamo a pochi passi dal complesso di Santa Maria degli Angeli e dai ruderi del castello di Pietrarossa: qui questo opificio dell’usina del gas venne progettato dall’ingegner Francesco Anaclerio: 12 mila metri lineari di tubature e 300 “becchi” per una spesa di 400 mila lire. il gasometro ha funzionato fino ai primi anni del secolo scorso, poi l’avvento della luce elettrica lo mandò in pensione. Oggi è un’importante testimonianza del progresso tecnologico dell’epoca, vincolata dal 2003: dopo un secolo, un imponente progetto di recupero con fondi PNRR lo sta trasformando in un nuovo spazio espositivo e museale per la città. Durante il festival ci sarà l’occasione imperdibile delle visite a cantiere aperto.




