
Chi portava una fede, chi le lenzuola del corredo, chi il cappotto della domenica: il Monte di Pietà nacque – come molti altri in Italia – intorno alla metà del XV secolo, con promotori i frati Francescani Osservanti. L’intento era quello di aiutare le famiglie indigenti (soprattutto del poverissimo quartiere della Panneria, nell’antico Seralcadio) e combattere l’usura. Un tempo questo palazzo era pieno di scaffalature che arrivavano al soffitto dove si conservavano i beni affidati dalle famiglie in difficoltà: chiunque poteva portare mobilio, biancheria, oggetti preziosi e chiedere un prestito senza scopo di lucro; se dopo un certo periodo l’oggetto non veniva riscattato, andava all’asta. Il Monte dei Pegni era un’istituzione ricchissima: il palazzo oggi sede bancaria, nacque come fabbrica di panni, ma venne rimaneggiato più volte e sempre ingrandendolo, innalzando piani, abbellendolo con ambienti, fregi, colonni, ingressi sontuosi (il portico a colonne è del 1786). Un edificio dall’aspetto austero così come l’attività che vi si svolgeva. Eserciterà il suo compito fino al 1928 quando venne ceduto alla Cassa di Risparmio delle Province siciliane, poi a Banca Carige. Da non perdere gli straordinari soffitti cinquecenteschi a cassettone, ancora integri.



