
Sarà una sorpresa e soprattutto un’occasione imperdibile quella di entrare – ancora a cantiere in corso – a Villa Galvagnina e perdersi tra gli affreschi che stanno tornando alla luce. Nata come una delle residenze di campagna dei Gonzaga (c’è ancora uno stemma su un camino), l’elegante villa deve il suo nome ai proprietari successivi, i Galvani, che per quattro generazioni ricoprirono ruoli importanti nell’amministrazione gonzaghesca. Di questo periodo felice, la Galvagnina conserva splendide decorazioni rinascimentali ad affresco, attribuite a Giulio Romano e a suoi allievi, e altre di epoca più tarda; un pavimento con formelle originali e i soffitti lignei a cassettoni. Dall’800 in poi la villa fu abbandonata, a fine ‘900 passa al Comune di Mantova che ne avvia il restauro, ma il terremoto del 2012 cancella gli interventi. Il recupero è ripartito nel 2024 e sta andando avanti. Durante questa visita straordinaria si potranno ammirare le nuove stanze restaurate, al piano terra, riccamente decorate con fregi; la fastosa policromia della Sala dei dodici giganti dove coppie di figure, alte circa tre metri, sono alternate a paesaggi che ricordano gli ambienti acquitrinosi del territorio. Ma anche gli affreschi della Camera di Nettuno, percorsa da un fregio popolato da tritoni, ninfe e nereidi, o le Salette e i camerini dove immagini monocrome di divinità sono incorniciate da cartigli e grottesche.













