
Sorge nel luogo esatto dove si trovava la casa natale di Filippo Latino, il giovane spadaccino corleonese che nel 1631 vestì il saio dei Cappuccini con il nome di fra’ Bernardo. Apre per la prima volta con Le Vie dei Tesori, la chiesa a lui intitolata, edificata nel 1803 per volere di don Vincenzo Cammarata, grazie alla donazione di Domenico Cammarata. La chiesa di San Bernardo ha le dimensioni di un’abitazione, a ricordare l’umiltà delle sue origini. La facciata semplice presenta un portale con riquadri in bronzo che narrano la vita del santo, mentre l’interno, a unica navata, è coperto da una volta ellittica decorata con riquadri geometrici e stucchi che creano l’effetto di un grande ricamo. Qui sono custoditi il simulacro di San Bernardo e alcuni oggetti a lui appartenuti. La storia di Filippo Latino è quella di un uomo che conobbe la violenza, ma anche la santità: nel 1624, appena diciannovenne, ferì in duello Vito Canino, guadagnandosi la fama di “prima spada di Sicilia”. Scosso nel profondo, chiese perdono al ferito e maturò la vocazione religiosa, fino a indossare la tonaca cappuccina a ventisette anni. Canonizzato nel 2001 da Giovanni Paolo II, San Bernardo è oggi venerato insieme a San Leoluca, il patrono di Corleone, in un culto che unisce la città alla sua figura di santità.














