
Nulla lascerebbe immaginare la bellezza slabbrata degli interni e, soprattutto, la straordinaria “Battaglia di Costantino” di Giuseppe Velasco che occupa ancora l’intero soffitto e che sembra guardarti dall’alto, sussiegosa, praticamente intatta. Siamo nel cuore della città e della movida, attorno è un brulicare di locali, ma questo portone si nota appena. Eppure, appena lo si varca, si comprende che il tempo si è fermato. Dentro il settecentesco Palazzo Costantino, il “Canto” nord-ovest di piazza Vigliena, tutto è stato rubato, spogliato, abbandonato, e la stessa fine ha fatto l’adiacente Palazzo di Napoli, nulla resta se non l’idea lontana di quanto queste residenze dovessero essere sontuose. C’era stato un tentativo – poi fallito – di creare un albergo-museo, ma per il momento attende un futuro. Palazzo Costantino fu costruito nella seconda metà del XVIII secolo; acquistato dal marchese Costantino e Leone, fu ristrutturato nel 1785 su progetto di Venanzio Marvuglia, i soffitti furono affrescati da Gioacchino Martorana. Delle specchiere dorate, delle porte dipinte con sopraporte, dei lampadari in vetro di Murano, delle consolle e degli arredi non vi è più traccia. Ma è comunque un’emozione entrarci, e l’affresco vi attende.

















