
Sin dalla fine del XVI secolo, vicino a un torrente – oggi interrato – sulla strada che conduceva a Palermo, esisteva una cappella dedicata alla Madonna della Grazia edificata dai fedeli in segno di devozione per una sacra immagine su ardesia ritenuta miracolosa. Nei primi decenni del Seicento fu avviata la costruzione della chiesa e il vicino terreno fu concesso dai Giurati della città e dal principe Luigi Guglielmo Moncada, ai frati Agostiniani Scalzi perché vi edificassero un convento. Alla chiesa si accede tramite una scalinata a doppia rampa recentemente ripristinata; all’interno, sull’altare maggiore, il dipinto su lastra di ardesia della Madonna della Grazia attribuito a Pietro Antonio Novelli, padre del celebre “Monrealese”. Al centro della navata, attraverso un vetro, si possono scorgere i gradini in muratura che portano a un ambiente ipogeo con tracce, sulle pareti, dei colatoi per l’essiccamento dei cadaveri. Nei locali attigui alla chiesa si possono visitare la sacrestia e una mostra fotografica dei ritratti dei capitani della Real Maestranza, le corporazioni di artigiani che sfilano durante le processioni del Mercoledì e del Venerdì Santo.









