L’antica Scirtea sicana era nota da tempi antichissimi, come raccontano i ruderi del castello inaccessibile di Acristia, ma di Burgio si inizia a parlare sotto l’emiro arabo Hamud. Nel Trecento finì nelle mani dei Peralta poi dei Gioeni, poi dei Colonna. Nel convento dei Cappuccini c’è una delle più impressionanti raccolte di mummie, perfettamente restaurate, oltre che scheletri e arredi funerari. Venire qui vuol dire perdersi tra il suono delle campane delle ultime fonderie, il profumo intenso delle ceramiche stagnate, i chiaroscuri dei portali in pietra.


◉ LA PROPOSTA
Unâipotesi di candidatura accende i riflettori sul più grande ipogeo tholoidale euro-mediterraneo e sulle altre grotte simili sparse nellâIsola. Da Scicli a Sperlinga, da Comitini a Cammarata, una rete di complessi rupestri che...◉ ARCHEOLOGIA
Individuata per la prima volta unâarea commerciale annessa al santuario. La tredicesima campagna di scavi, condotta con metodo sostenibile dallâUniversità di Berna, in collaborazione con il Parco archeologico, amplia la conosce...