L’antica Scirtea sicana era nota da tempi antichissimi, come raccontano i ruderi del castello inaccessibile di Acristia, ma di Burgio si inizia a parlare sotto l’emiro arabo Hamud. Nel Trecento finì nelle mani dei Peralta poi dei Gioeni, poi dei Colonna. Nel convento dei Cappuccini c’è una delle più impressionanti raccolte di mummie, perfettamente restaurate, oltre che scheletri e arredi funerari. Venire qui vuol dire perdersi tra il suono delle campane delle ultime fonderie, il profumo intenso delle ceramiche stagnate, i chiaroscuri dei portali in pietra.


◉ BENI CULTURALI
Dopo un lungo restauro e studio una delle rare riproduzioni della Madonna del Velo, risalente alla fine del Cinquecento, è stata presentata nella chiesa di Sant’Antonio Abate del Complesso monumentale dello Steri. La tela custodita ed es...◉ BENI CULTURALI
La prestigiosa galleria d'arte Hauser & Wirth acquisisce dall'Ance Palermo l'edificio neogotico della Kalsa, affacciato sul Tirreno. Il progetto trasformerà il palazzo, testimone di secoli di storia, in una destinazione culturale aperta al...





