Siamo all’interno del parco dei Sicani, si hanno tracce dell’insediamento di Cammarata sin dalla preistoria, anche se il nome Kàmara (stanza a volta) si fa risalire ai greci-bizantini. Cammarata ha avuto vita difficile, passa velocemente di mano in mano e lo farà per diversi secoli: normanna con la nobile Lucia, poi sveva; Federico II la volle città demaniale (un’ala dell’antico castello è ancora in piedi). Entra nella Guerra del Vespro e subisce l’assedio di Cabrera, braccio destro di re Martino. Dopo gli Abatellis che la resero un centro di estrazione del salgemma, diventa possedimento dei Vinciguerra d’Aragona, poi dei Moncada e dei Branciforte fino all’abolizione del feudalesimo nel 1812. Tra chiese e conventi ci si perde facilmente, ma merita di sicuro una lunga visita anche la riserva naturale orientata Monte Cammarata, la vetta più alta dei monti Sicani; per perdersi tra neviere e antichi marcati, i tipici ricoveri in pietra per le pecore.

◉ PALERMO
Dopo oltre tre secoli esposto al pubblico il manuale di udienza del Sant’Uffizio in Sicilia. Stampato nel 1714, riporta la preghiera che andava recitata ogni giorno all’inizio di ogni processo...◉ AMBIENTE
A meno di un anno dal devastante rogo che ha distrutto circa 1600 ettari di vegetazione, la prima area protetta della Sicilia torna fruibile dal 14 marzo. L'accesso è consentito dall'ingresso sud, con un percorso ad anello di 10 chilometri...





