Un nido d’aquila per studiare, respirare, tuffarsi in antichi manoscritti. L’antica “Libraria” del convento dei Padri Minori Riformati – oggi biblioteca comunale del borgo – è un prezioso tesoro di storia madonita, e da qui pare toccare il cielo. Il convento nacque nel 1611 e tramite donazioni, giunsero anche libri preziosi, manoscritti o a stampa, nel tempo arricchiti da annotazioni dei frati, appunti (una nota sul terremoto del 1647 che sconvolse il borgo), versi, indirizzi, persino ricette. Un tesoro di manoscritti ecclesiastici, antifonaria, gradualia, cinquecentine, breviari e raccolte di inni, incunaboli: tra gli altri, il Constitutiones Regni Siciliae (Messina, 1497), una delle più antiche edizioni del Liber Augustalis di Federico II. Con l’abolizione degli enti ecclesiastici nel 1870, i beni del convento passarono al Comune. Nell’ex sede del carcere erano stati ammonticchiati i libri antichi: intorno agli anni ’30, qui nacque la Biblioteca Comunale, per merito di Giuseppe Messineo, appassionato studioso ed erudito che rimase direttore per trent’anni. Nel dopoguerra la biblioteca subì molti danni e furti, ma quando la politica tentò di eliminarla, il direttore Messineo fece causa al Comune e la vinse. La biblioteca riapre nel maggio 1952, intitolata a Frate Umile Pintorno e nel 1995 si trasferisce al primo piano dell’ex ospedale Sant’Antonio Abate.
Date disponibili
17
Maggio 2026
dalle 10:00 alle 13:00
dalle 16:00 alle 18:00
Durata
30 minuti
Contributo
3euro
Non accessibile ai disabili
Il nido d’aquila dei frati con l’antica “Libraria”




