
Tre borghi, tre miracoli, un solo itinerario teatralizzato tra i monti Sicani. Dopo essere partiti da Chiusa Sclafani con il miracolo del Crocifisso, si arriva a Bisacquino, dove – secondo la leggenda – una pietra scagliata contro l’effigie della Madonna fece sgorgare sangue e un ragazzo tornò in vita. L’itinerario si concluderà a Giuliana, unendo tre borghi della valle del Sosio in un percorso di fede e spettacolo. A Bisacquino si compie uno degli episodi più intensi. Siamo nel 1664: due giovani pastori scoprono un’immagine della Vergine avvolta da una luce insolita tra le rocce del monte Triona. Uno di loro, accecato dall’ira, scaglia una pietra contro l’effigie e cade a terra senza vita, mentre dalla fronte di Maria, secondo la tradizione, inizia a sgorgare sangue. La madre accorre, invoca la Vergine con disperazione, e il ragazzo riapre gli occhi. Sul sagrato del Santuario Maria Santissima del Balzo, la rievocazione storica restituisce tutta la potenza di quel momento, prima della visita al santuario seicentesco, arricchito da opere barocche e da un eremo scavato nella roccia. Il viaggio si conclude a Giuliana con la teatralizzazione sul miracolo della guarigione dal colera del 1837 al Castello di Federico II e la visita della chiesa del Carmine. Al termine di tutte e tre le esperienze, un piccolo assaggio delle specialità dei tre borghi. N.B. L’esperienza comprende visite e teatralizzazioni in tre borghi diversi, vicini tra loro e raggiungibili con mezzi propri. Ecco l’itinerario: Chiusa Sclafani. Via Santa Caterina: messa in scena del dialogo della donna con il Crocifisso; chiesa di Sant’Antonio: messa in scena del primo miracolo; visita della chiesa di Santa Caterina. Bisacquino. Sagrato del santuario di Maria Santissima del Balzo: rievocazione storica e messa in scena del primo miracolo del 1664 ad opera della Madonna del Balzo; visita del Santuario. Giuliana. Castello di Federico II: rievocazione storica e messa in scena del Miracolo della guarigione dal colera ad opera della Madonna dell’Audenzia; visita della chiesa del Carmine.



