
Nato come borgata marinara, fino al secondo dopoguerra fu frequentato come zona balneare, con stabilimenti dei primi del Novecento serviti da un’antica linea tramviaria. Lo Sperone cambiò destino a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, a causa di una massiccia cementificazione che eliminò ogni soluzione di continuità con la città. Gli insediamenti popolari, la mancanza di servizi, il degrado, determinarono il paradosso di un quartiere a rischio affacciato su un mare di infinite potenzialità. Nell’attesa che il risanamento della “costa Sud” imprima una svolta alle sorti dello Sperone, i murales hanno dato un segnale importante di rinascita e di riqualificazione.
A curare il tour è l’alleanza creativa SPERONE166, unita dal desiderio di rendere manifesto tutto ciò che oggi è negato (infanzia negata, diritti negati, mare negato, spazi negati), e lavorare per il cambiamento. Un percorso in divenire che nasce dalla convinzione che le buone pratiche di partecipazione possono riportare al centro quei luoghi troppo spesso considerati al margine.




