
L’oratorio si trova sul lato destro dell’omonima chiesa e fu fondato nella seconda metà del Seicento dalla Compagnia del Rosario, di cui facevano parte ricchi mercanti e borghesi. La parte architettonica è attribuita a Giacomo Amato, ma è l’interno a meravigliare: è uno dei capolavori barocchi di Giacomo Serpotta che vi entrò tra il 1685 e il 1690 (vi ritornerà tra il 1717 e il 1718) per completare i “teatrini” sui Misteri del SS. Rosario, a sinistra quelli Gaudiosi, a destra quelli Dolorosi. Sopra, le grandi finestre con i putti festosi e le statue allegoriche delle Virtù che sorreggono oggetti dorati, tra cui la serpe, simbolo di Serpotta. Al centro, l’allegoria della “Battaglia di Lepanto” del 1571, legata al culto della Madonna del Rosario, secondo cui la flotta cristiana vinse su quella turca per intercessione della Vergine.





















