
Secondo il Villabianca, la fondazione di Villa Airoldi si deve a Girolamo Riggio, marchese delle Ginestra e successivamente al presidente del la Gran Corte, Don Stefano Airoldi e al fratello, monsignor Alfonso, entrambi magistrati. Sulla facciata neoclassica si trovava lo stemma della famiglia, uno scudo con un’aquila incorniciato da punte di lance e drappeggi. Nel salone delle feste, un affresco racconta le nozze di Amore e Psiche, copia esatta di uno scenario della Farnesina a Roma. In un salone vicino, un altro affresco, stavolta misterioso, con segni ti pici della massoneria come il triangolo e le corna sull’elmetto. Il parco fu progettato come luogo privato della villa, ma già a fine Settecento gli Airoldi dovettero cederne una parte per far posto alla Riserva di caccia di re Ferdinando. Oggi ospita il Villa Airoldi Golf Club























