Il nome Ballarò proviene probabilmente dal toponimo arabo Bahlara, che indica un villaggio vicino a Monreale dal quale provenivano i mercanti che lo frequentavano. O, secondo altra ipotesi, da Ap-Vallaraja, titolo dei sovrani della regione indiana del Sind nella quale si vendevano pregiatissime e costosissime spezie. Di sicuro Ballarò è uno dei luoghi più compositi e ricchi di storia di Palermo. Un luogo multietnico fin dalle origini dove il mercato convive con tesori monumentali e con sedi di associazioni impegnate nella rigenerazione sociale del territorio. Qui i murales diventano il filo conduttore per raccontare il passato, il presente e il futuro di questo storico quartiere. A curare il tour è l’alleanza creativa SPERONE166, unita dal desiderio di rendere manifesto tutto ciò che oggi è negato (infanzia negata, diritti negati, mare negato, spazi negati), e lavorare per il cambiamento. Un percorso in divenire che nasce dalla convinzione che le buone pratiche di partecipazione possono riportare al centro quei luoghi troppo spesso considerati al margine.