
Tra stemmi araldici di nobili famiglie trapanesi e busti di personaggi illustri, una scalinata conduce alla sala lettura ricavata nella duecentesca chiesa di San Giacomo Maggiore. La Biblioteca Fardelliana, ex sede della Compagnia dei Bianchi, biblioteca civica dal 1830, fu intitolata a Giovanbattista Fardella, ministro della guerra del Regno delle Due Sicilie e collezionista d’arte che ne volle la fondazione, donando il proprio patrimonio librario che fu unito al fondo di un altro nobile trapanese, Giuseppe Maria Berardo XXVI di Ferro, conservato al convento degli Agostiniani Scalzi. Il busto in marmo del benefattore si trova fra due colonne di origine araba, sulle quali sono incisi versetti del Corano. Tra i 170 mila volumi custoditi, ci sono manoscritti, incunaboli medievali e cinquecentine, appartenuti per lo più agli ordini religiosi soppressi. Tra le raccolte assai preziose, quella delle stampe incise dal veneto Giovanni Battista Piranesi.



