
Una piccola stanza, una finestrella, pochi oggetti. In questa casa del quartiere popolare della Saccara sulla strada che conduceva alle miniere, il 28 dicembre 1842 nacque Vincenzo Lipani, che a 19 anni indossò il saio dei Cappuccini e diventò padre Angelico. E in questa casa volle tornare ormai anziano e malato per morire, il 9 luglio 1920. Tra queste date c’è la storia di uno dei religiosi più amati di Caltanissetta. Padre Angelico insegnò ai seminaristi – arrivò a ospitarne gratuitamente sette nella sua casa – ma soprattutto si prese cura dei poveri e delle famiglie degli zolfatari. Nel 1881, l’esplosione della miniera di Gessolungo aveva carbonizzato 66 persone; sei mesi circa, altri 50 minatori morirono nella catastrofe di Tumminelli, mentre 43 ragazzini erano rimasti orfani. Padre Angelico accolse le figlie dei minatori morti, povere e analfabete, nei locali attigui alla chiesa del Signore della Città e nel 1885 fondò le Suore Francescane del Signore, sostenute dalla contessa Adelaide Longo di Testasecca. Oggi la casa di padre Angelico (riconosciuto Venerabile da Papa Francesco) conserva la memoria del frate e continua la sua vocazione all’accoglienza: alcuni ambienti sono utilizzati per attività sociali rivolte al quartiere.




