
Era la roccaforte della città, da un rilievo calcareo dominava tutto il golfo. E pensare che di questa imponente fortezza con i suoi enormi torrioni che si ergevano sulla rupe, restano tratti della cinta muraria e una grande cisterna per la raccolta dell’acqua, posta sulla sommità e inglobata nell’attuale costruzione risalente agli anni Cinquanta: l’imponente restauro finanziato con fondi PNRR ha permesso il recupero della struttura che riapre al pubblico dopo tre anni di lavori. Le origini risalgono alla dominazione araba e per la mancanza di fonti è difficile ricostruirne tutta la storia. Venne distrutto quasi totalmente nel 1860 dai cannoneggiamenti delle navi borboniche contro l’insurrezione termitana. Oggi salendo tra rampe e terrazzamenti, si raggiunge il punto più alto della rocca, da cui si gode un panorama mozzafiato.



























