
È incastonata in un giardino ricco di cycas, dracene e palme secolari. La piccola chiesa della Santissima Trinità, detta “Cuba di Delia”, sorge nella campagna a ovest di Castelvetrano. È tra le testimonianze meglio conservate dell’arte arabo-normanna, realizzata quando maestranze musulmane lavoravano per i re cristiani. Costruita nella prima metà del XII secolo, rappresenta l’esempio più completo tra le chiese centriche bizantino-normanne in Sicilia. La pianta a croce greca è inscritta in un quadrato e presenta tre absidi pronunciate sul lato orientale, collegate idealmente alle tre porte d’ingresso. Le porte laterali erano riservate agli uomini, la centrale alle donne, secondo il rito greco. Al centro si slancia una cupola a sesto rialzato su tamburo quadrato, sostenuta da quattro colonne di granito rosso e marmo cipollino con capitelli a foglie d’acanto. La struttura a croce greca si ripete nella cripta, accessibile da una scala esterna sul lato est. Fu riscoperta e restaurata da Giuseppe Patricolo nel 1880 per conto della famiglia Caime Saporito. Oggi è ancora di proprietà della famiglia e custodisce le sepolture di diversi membri della casata castelvetranese.





