
La piccola chiesetta eretta per ospitare la Compagnia del Carmelo, è un oratorio con cripta a navata unica, completata nel 1710, come si scopre dal cartiglio sull’altare maggiore e da un’epigrafe commemorativa su quattro piastrelle smaltate di Caltagirone. Due anni fa – proprio durante il festival – fu riaperta dopo sessant’anni, e ora si presenterà nella sua veste finalmente restaurata. Fu intitolata in origine alla Madonna del Carmelo, e così restò sino al 1926, quando fu dedicata a Santa Teresa del Bambino Gesù. Si accede salendo una scalinata simmetrica a due rampe e attraversando un portale decorato da tasselli floreali, mensole figurate e putti. L’interno presenta la tipica decorazione a stucchi, e due altari laterali, uno dedicato a Santa Teresa e l’altro dedicato a San Giovanni Bosco. In corrispondenza del portone centrale, un elegante coro ligneo a riquadri policromi con icone di santi, fa da contrappunto all’altare centrale in legno con una decorazione cromatica che riprende il marmo. L’altare centrale si compone anche di due colonne con capitello corinzio, di una complessa trabeazione e di due putti laterali che reggono uno stemma centrale. Incastonata in una cornice lignea decorata, si conserva la preziosa tela della Madonna del Carmelo, dono di don Francesco Grimaldi, presumibilmente del 1756. Sotto il pavimento della chiesa, si trova la cripta e sono ancora visibili i colatoi con i sedili.













