
Il regno dei morti passa dalle cappelle monumentali private: il cimitero di Enna corre su più livelli, sembra una vera e propria città nella città, popolata da tombe imponenti, stele funerarie e sculture commissionate dalle famiglie dei notabili o a ricordo imperituro di uomini e donne famosi nelle arti, politica o letteratura. Il “camposanto dei cappuccini” era in origine la “selva” del convento passato nel 1866 al Comune che decise di impiantarvi il cimitero cittadino rompendo la consuetudine di seppellire nelle chiese. La prima tomba risale al 1877, è del letterato, reverendo e parroco Giovanni Battista Scarlata. Ogni famiglia nobiliare aveva uno stile: cappelle dalle architetture razionaliste, in stile gotico o con apparati barocchi. A poca distanza, la chiesa di San Paolino da Nola dedicata dai cappuccini alla Madonna degli Angeli, è adorna di stucchi e affreschi; sull’altare una custodia lignea con tre dipinti, tra i quali una grande pala attribuita a Francesco Castello. Ospita la cappella funebre dei nobili Grimaldi di Geracello con un grandioso reliquiario ligneo, tra i più grandi in Sicilia, dal quale proviene la tela di San Carlo Borromeo di Mario Minnitti, custodita a Palazzo Chiaramonte. La chiesa oggi accoglie la comunità ortodossa romena. Due tele, l’Annunciazione e San Felice da Cantalice, sono state appena restaurate.









































