
Da quassù si vede tutta Palermo: e la stessa visuale dovettero avere anche i monaci che nel 1185 – su spinta dell’arcivescovo Gualtiero Offamilio che già aveva avviato la costruzione della cattedrale – edificarono la chiesa dedicata a san Giovanni Battista, al fianco del convento che già esisteva. Nel 1371 Manfredi Chiaromonte, conte di Modica, ricostruì la chiesa e la incorporò al monastero benedettino, affidato ai monaci della vicina abbazia di San Martino delle Scale. Nei secoli successivi il complesso passò ai Cistercensi, alla Mensa arcivescovile, agli Agostiniani e ai Carmelitani, fino al 1596, quando l’arcivescovo Diego de Haedo donò chiesa e convento ai Frati Minori Osservanti, che ancora oggi vi abitano e animano una comunità francescana molto attiva. Il convento nel 1808, con i Borbone, diventa ospedale e nel 1866, caserma. Nel 1885 il Ministro provinciale di Val Mazara dell’Immacolata p. Francesco di Blasi rileva dal Demanio la parte del convento. Da un portico merlato con volte a crociera si accede alla chiesa che sulla facciata ospita una bifora con lo stemma dei Chiaromonte. La statua del Battista è di Antonello Gagini e il portale del 1507 della sua bottega. Dell’antico chiostro benedettino restano soltanto tre lati: quello orientale conserva nove campate con volte gotiche a crociera; le colonne richiamano quelle del chiostro di Monreale e sorreggono capitelli tutti diversi, popolati da figure e scene bibliche.



