
È come proseguire idealmente la visita dell’antica Selinunte. Ospitato nel cinquecentesco Palazzo Majo, un edificio in calcarenite che fu residenza dell’omonima famiglia, il Museo civico Selinuntino racconta la storia millenaria del territorio attraverso reperti unici. Il pezzo di maggior pregio è l’Efebo di Selinunte, un raro bronzo greco alto 85 centimetri datato tra il 480 e il 460 avanti Cristo. Ritrovato nel 1882, subì un celebre furto nel 1962 e fu recuperato grazie all’intervento dello storico dell’arte e agente segreto Rodolfo Siviero, per essere infine restituito alla città nel 1997 e collocato nel museo. Recenti studi lo identificano con il dio Dioniso. L’esposizione custodisce anche la Lex Sacra, una lamina di piombo del V secolo avanti Cristo con incisioni che regolavano i riti di espiazione per il parricidio, e una Madonna col Bambino in alabastro della bottega di Francesco Laurana. Completano la collezione ceramiche attiche e corinzie, un cratere a figure rosse e una particolare bilancia bizantina.
























