
Appartenne a Giuseppe Tomasi di Lampedusa, ma anche ad Alessandro Tasca di Cutò, il cosiddetto “principe rosso” per le sue simpatie socialiste: Villa Aragona Cutò fu costruita tra il 1712 e il 1716 da Luigi Onofrio Naselli, principe di Aragona. Complesse vicende portano la villa nel 1908 dai Tasca ai Tomasi, poi ai borghesi Carollo. Nel 1987, acquistata dal Comune, è restaurata dalla Soprintendenza: diventa sede del Museo del giocattolo (prima che alla Certosa) poi del Laboratorio multimediale universitario Mancini. Dal belvedere il 14 luglio i nobili ospiti si riunivano per assistere ai fuochi d’artificio del Festino. Nel 1726 fu affrescata dal Borremans.









