
Gli steli fioriti di Gregorietti sembrano danzare un valzer a distanza con i tralci d’uva di Carmelo Giarrizzo. E così il rigore progettuale di Giovan Battista Filippo Basile si scioglie e si ammorbidisce nelle volute del figlio Ernesto che aggiunse il bizzoso torrino ottagonale e la “modernissima” sala da bagno. Villino Favaloro è un gioiello da scoprire piano, ogni particolare sopravvissuto e restaurato è stato restituito alla città: chiuso nel 2002 dopo una scossa di terremoto, è rimasto silente per parecchio tempo ma due anni fa è ritornato in vita grazie ad un imponente restauro su progetto di Eliana Mauro: è diventato il Museo della Fotografia e ospita innumerevoli collezioni acquistate negli anni dalla Regione. Ed ecco quindi gli scatti in bianco e nero delle prime “logge” fotografiche degli Interguglielmi o dei Bronzetti, le lastre di Sevaistre, i ritratti di Incorpora, le vedute di Seffer, ma anche negativi e positivi su lastra e pellicola tra il 1854 e il 1970; album di nobili famiglie (tra cui i Florio), apparecchiature fotografiche a cavallo degli ultimi due secoli. Ma anche schermi interattivi e monitor touch screen, seguendo l’evolversi della Sicilia.




