Notizie del borgo si hanno già al tempo di Federico II, ma si dovrà attendere fino alla fine del XVI secolo per trovare la nobile famiglia dei Notarbartolo a capo dell’abitato. Sarà però il feudatario Pietro Martino, nel 1623, a ottenere la famosa“licentia populandi”, per ripopolare il feudo. È terra di vigneti e uliveti, qui i profumi si inebriano di terra, tutto sa di buono e genuino. Tradizioni antiche come quella dei “curdara”, famosi artigiani specializzati nei finimenti per cavalli. E le ricamatrici di pizzi e merletti. Sotto la protezione della Madonna di Loreto.

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Il 10 marzo la Regione Siciliana celebra la memoria dell’archeologo scomparso nel 2019 con una giornata speciale che coinvolge l'intera Isola. Per l'occasione, i principali luoghi della cultura regionali aprono le porte con ingresso liber...◉ CULTURA
Cinquecentine, enciclopedie dell'Ottocento e manoscritti inediti: sono circa 350 i volumi recuperati dai vigili del fuoco dalla collezione di Angelo Marsiano, lo storico che fece da genius loci alla comunità del paese colpito dalla frana. ...





