La “Fulgentissima” amata da Federico II: nel 1200 Naro era tutta raccolta in una cinta fortificata su cui si aprivano sette porte. Ne è rimasta in piedi solo una, la Porta d’Oro – da qui entravano i carri con il grano – , esempio di un piccolo gioiello medievale che poi si srotola nel barocco. Guardata a vista dal castello Chiaramontano – è quello conservato meglio tra i manieri siciliani del periodo – Naro è punteggiata ovunque da chiese e monasteri, palazzi nobiliari e conventi, in un intreccio di storie, culture e religioni di cui è simbolo la chiesa Madre, un tempo moschea. Un borgo in gran parte inedito che non fa parte delle abituale “rotte” dei viaggiatori, e in cui è necessario perdersi.

◉ PALERMO
Dopo oltre tre secoli esposto al pubblico il manuale di udienza del Sant’Uffizio in Sicilia. Stampato nel 1714, riporta la preghiera che andava recitata ogni giorno all’inizio di ogni processo...◉ AMBIENTE
A meno di un anno dal devastante rogo che ha distrutto circa 1600 ettari di vegetazione, la prima area protetta della Sicilia torna fruibile dal 14 marzo. L'accesso è consentito dall'ingresso sud, con un percorso ad anello di 10 chilometri...





