Siamo all’interno del parco dei Sicani, si hanno tracce dell’insediamento di Cammarata sin dalla preistoria, anche se il nome Kàmara (stanza a volta) si fa risalire ai greci-bizantini. Cammarata ha avuto vita difficile, passa velocemente di mano in mano e lo farà per diversi secoli: normanna con la nobile Lucia, poi sveva; Federico II la volle città demaniale (un’ala dell’antico castello è ancora in piedi). Entra nella Guerra del Vespro e subisce l’assedio di Cabrera, braccio destro di re Martino. Dopo gli Abatellis che la resero un centro di estrazione del salgemma, diventa possedimento dei Vinciguerra d’Aragona, poi dei Moncada e dei Branciforte fino all’abolizione del feudalesimo nel 1812. Tra chiese e conventi ci si perde facilmente, ma merita di sicuro una lunga visita anche la riserva naturale orientata Monte Cammarata, la vetta più alta dei monti Sicani; per perdersi tra neviere e antichi marcati, i tipici ricoveri in pietra per le pecore.

◉ AMBIENTE
A meno di un anno dal devastante rogo che ha distrutto circa 1600 ettari di vegetazione, la prima area protetta della Sicilia torna fruibile dal 14 marzo. L'accesso è consentito dall'ingresso sud, con un percorso ad anello di 10 chilometri...◉ EVENTI
Il 10 marzo la Regione Siciliana celebra la memoria dell’archeologo scomparso nel 2019 con una giornata speciale che coinvolge l'intera Isola. Per l'occasione, i principali luoghi della cultura regionali aprono le porte con ingresso liber...





