Tre borghi, tre miracoli, un solo itinerario teatralizzato tra i monti Sicani. Dopo essere partiti da Chiusa Sclafani con il miracolo del Crocifisso, aver scoperto Bisacquino con il giovane pastore resuscitato dalla Madonna, si arriva a Giuliana. Nell’estate del 1837 il colera spazza via centinaia di vite. Un povero cappellano, disperato, accende un lume davanti alla statua della Madonna dell’Udienza. Sul volto della Vergine appare il sudore: sette volte, davanti a più testimoni. Poi, improvvisamente, il morbo si ferma, e Giuliana rinasce. Nel cortile del Castello di Federico II, dove cielo e terra sembrano abbracciarsi sulla vallata, cavalieri e dame in costume rievocano quel prodigio. Si prosegue poi con la visita della chiesa del Carmine, un rifacimento settecentesco che conserva al suo interno la statua alabastrina della Madonna dell’Udienza (probabilmente del Cinquecento, attribuita a Sebastiano Lo Tinnaro), il gruppo ligneo di San Giuseppe con il Bambino della fine del XVII secolo e la preziosa bara processionale in legno del XIX secolo. Al termine di ogni esperienza, un piccolo assaggio delle specialità dei tre borghi.
N.B.
L’esperienza comprende visite e teatralizzazioni in tre borghi diversi, vicini tra loro e raggiungibili con mezzi propri.
Ecco l’itinerario:
Chiusa Sclafani. Via Santa Caterina: messa in scena del dialogo della donna con il Crocifisso; chiesa di Sant’Antonio: messa in scena del primo miracolo; visita della chiesa di Santa Caterina.
Bisacquino. Sagrato del santuario di Maria Santissima del Balzo: rievocazione storica e messa in scena del primo miracolo del 1664 ad opera della Madonna del Balzo; visita del Santuario.
Giuliana. Castello di Federico II: rievocazione storica e messa in scena del Miracolo della guarigione dal colera ad opera della Madonna dell’Audenzia; visita della chiesa del Carmine.
Si consigliano scarpe comode e abbigliamento pratico.




