Date disponibili
16 Maggio 2026
alle 11:00
alle 15:30
Durata
2 ore
Contributo
6euro
Parzialmente accessibile ai disabili

Borghi dei Tesori Fest
1
Centuripe
Esperienze
Dove torna a vivere la ceramica greco-romana

C’è un luogo dove l’argilla racconta la Grecia antica e le mani di un maestro fanno rivivere la raffinatezza perduta dei vasellami centuripini. È il laboratorio di Saro Muni, “artista archelogico” nato a Centuripe, che ha dedicato la vita allo studio delle testimonianze antiche. Oggi riconosciuto come maestro d’arte, accoglie i visitatori nella sua bottega per svelare i segreti di una tecnica preziosa e rara: la decorazione ferrugginosa a pelo. Durante la visita si osserva il laboratorio in funzione, si assiste a una dimostrazione al torchio e si scopre come nascono queste opere che riproducono fedelmente i reperti archeologici rinvenuti nei dintorni di Centuripe, La fondazione della Chiesa Madre, dedicata all’Immacolata Concezione, risale al XVII secolo e ha subìto, nel tempo, molti rifacimenti. Aperta al culto intorno al primo ventennio del Settecento, presenta una facciata ottocentesca a tre ordini, l’ultimo dei quali alloggia l’orologio e le campane. L’interno, ricco di stucchi, colonne tortili, elementi floreali e putti di sapore popolaresco, è a tre navate chiuse da absidi. Partendo dall’ingresso, nella navata sinistra s’incontrano cinque altari marmorei: il primo dedicato ai santi Ignazio di Loyola, Luigi e Stanislao. Nel 2017 la tela è stata restaurata a cura della Soprintendenza ed è saltato fuori il dipinto originale; altre tela della Matrice sono state restaurate negli ultimi anni. Nella navata destra, si nota un Cristo ligneo seicentesco poggiato su una croce interamente rivestita di specchi; la croce ha come sfondo una tela del 1820 con la Madonna, San Giovanni e la Maddalena. I due altari del transetto sono dedicati ai patroni di Centuripe, Santa Rosalia e San Prospero: Rosalia venne consacrata patrona di Centuripe nel 1680 e, secondo gli studiosi, il culto venne portato dai nobili che fondarono la città nel 1548 alcuni dei quali custoditi in musei internazionali. Al termine, il percorso si sposta nel centro storico, dove la galleria del maestro Muni espone i prodotti già realizzati, veri e propri gioielli di argilla che parlano di soggetti classici, di raffinatezza quotidiana e di una famiglia che da generazioni tramanda conoscenze artigianali.

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