
In un’antichissima struttura datata 1450, una masseria immersa nel verde dove riposarsi e ricaricare le batterie. Il feudo originario possedeva comode case, una cappella, vigne e giardini, acque abbondanti, due mulini e una cartiera. Ristrutturato nel 1740 dall’architetto Venanzio Marvuglia, il borgo (oggi Masseria La Chiusa) è veramente un libro da leggere per comprendere il passare del tempo, espressione di uno stile rurale sobrio e nello stesso tempo raffinato, dove i luoghi della tradizione contadina e l’uso sapiente della roccia viva si fondono perfettamente. Oggi è un agriturismo di charme e il ristorante è ospitato nella storica Sala delle Botti, impreziosita da antiche capriate e colonne originali. Ed è stata una sorpresa la cappella nell’antico baglio, un tempo cuore della vita sociale del borgo: il restauro ne ha rivelati gli affreschi.
Si potrà visitare l’azienda e seguire un percorso naturalistico condotto da Antonio Alfano, guida esperta e autorizzata che conosce perfettamente tutta la zona della Valle dello Jato; chiuderà l’esperienza, una degustazione dei prodotti dell’azienda.