Tra alberi di faggio l’antica dimora dei basiliani

È impossibile non perdersi nel verde se si deve raggiungere Frazzanò: un mucchio di case adagiate con grazia nel parco dei Nebrodi, lungo la vallata del fiume Fitalia, alle pendici della “Timpa”, una collinetta che sembra, pur nella sua dolcezza, difendere il proprio territorio. Il nome del piccolo comune, nato sotto l’occupazione araba in Sicilia, secondo una tradizione paesana deriva dalla presenza di molti alberi di faggio, la cui ghianda in dialetto era chiamata “frazza”. Poco distante dall’abitato, si staglia nella sua fiera contemplazione l’abbazia di san Filippo di Fragalà, tra i più antichi monasteri basiliani della Sicilia. Qui visse per tre anni san Lorenzo da Frazzanò, al secolo Lorenzo Ravi. Patrono del borgo, è molto venerato anche in alcune zone della Calabria dove, intorno al 1158 venne chiamato a predicare. Liberando, si racconta, Reggio Calabria da una terribile epidemia di peste.

Cronache del territorio