◉ BENI CULTURALI
Nasce a Palermo l’Urban Center del Demanio: uno spazio per ripensare la città
Inaugurato all’interno del Palazzo della Zecca un luogo aperto ai cittadini, per promuovere la rigenerazione urbana e il recupero del patrimonio pubblico. Oltre 400 metri quadrati, distribuiti in sette ambienti modulabili, pensati per ospitare mostre, conferenze, workshop e sessioni di co-progettazione. In occasione dell’apertura è stata presentata la mostra fotografica di Gina Soden che offre uno sguardo sul valore culturale e identitario di alcuni immobili pubblici siciliani
di Giulio Giallombardo
20 Maggio 2026
Un nuovo spazio per immaginare il futuro degli immobili pubblici, trasformandoli da luoghi chiusi e autoreferenziali a laboratori aperti al dialogo con cittadini, professionisti e istituzioni. È questo lo spirito che anima l’Urban Center Sicilia, inaugurato ieri a Palermo all’interno del Palazzo della Zecca, affacciato su piazza Marina. L’iniziativa, promossa dall’Agenzia del Demanio, si propone come un hub culturale permanente e un punto di incontro tra università, ordini professionali, associazioni e comunità locali, con l’obiettivo di favorire processi di rigenerazione urbana attraverso la valorizzazione consapevole del patrimonio pubblico.
L’evento ha visto la partecipazione di Alessandra dal Verme, direttore dell’Agenzia del Demanio; Silvano Arcamone, direttore regionale per la Sicilia dell’Agenzia; e Maurizio Carta, assessore alla Rigenerazione Urbana del Comune di Palermo. Accanto a loro, la fotografa britannica Gina Soden, che ha illustrato il suo lavoro dedicato agli edifici e ai luoghi simbolo di Palermo, Messina e Catania – ex complessi industriali, palazzi storici, architetture militari e infrastrutture in disuso – trasformando lo scatto in uno strumento di memoria e visione.
L’Urban Center si sviluppa su una superficie di circa 406 metri quadrati, articolata in sette ambienti modulabili più servizi, pensati per ospitare mostre, conferenze, workshop e sessioni di co-progettazione. L’obiettivo è di costruire una stabile rete di collaborazione scientifica e culturale, superando la logica dell’immobile chiuso in se stesso per aprirlo alla città. A guidare le attività sarà un comitato tecnico-scientifico, composto da rappresentanti del mondo accademico e istituzionale, ma il progetto resterà costantemente aperto al contributo di ordini professionali, associazioni, operatori territoriali e semplici cittadini.
L’inaugurazione è stata anche l’occasione per presentare la mostra “Memoria e Visione”, un viaggio visivo attraverso il valore culturale e identitario del patrimonio pubblico siciliano. Le immagini di Gina Soden raccontano edifici segnati dal tempo e dalle trasformazioni, restituendo la stratificazione della storia urbana e offrendo al contempo nuove prospettive progettuali. Tutti i luoghi ritratti rientrano nei processi di trasformazione oggetto dei Piani Città degli Immobili Pubblici, strumento di pianificazione per mezzo del quale il Demanio vuole costruire una strategia immobiliare integrata che consideri tutti gli asset pubblici presenti su un territorio. Ogni fotografia diventa così un atto di rigenerazione simbolica, dimostrando come ciò che è in disuso possa tornare a essere risorsa generatrice di cultura, relazioni e futuro.
L’Urban Center Sicilia, oltre a una sede espositiva, sarà un hub di rigenerazione urbana, strettamente connesso allo sviluppo dei Piani Città degli Immobili Pubblici. Uno spazio dove istituzioni e cittadini siedono allo stesso tavolo per ascoltare e condividere scelte che riguardano la comunità. Come ha spiegato Alessandra dal Verme: “L’idea dell’Urban Center nasce dal piano Città degli Immobili pubblici. Se facciamo una pianificazione integrata con il territorio, lo spirito è quello della condivisione delle scelte. Stato, Regione, Comune, Università, si siedono insieme per confrontarsi su come finalizzare il bene dello Stato, che appartiene a tutti”. E Silvano Arcamone ha aggiunto: “È uno spazio che vuole cambiare il paradigma dell’immobile pubblico, vuole passare da un edificio autoreferenziale, chiuso su se stesso a un immobile che si apre alla città. L’Urban Center è il punto di contatto dove si genera una relazione orizzontale fra i cittadini e le istituzioni e un modo per perpetrare in modo moderno il Codice dei beni culturali, andare oltre la tutela e interpretare la valorizzazione come un atto di confronto”.
(Foto: Giulio Giallombardo – Video: Rosaura Bonfardino)












