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Cassaro apre i suoi due forni di comunità, nel weekend tavolate in piazza e passeggiate

All'interno di Borghi dei Tesori Fest, sabato 23 e domenica 24 maggio, l'evento "Il pane del borgo" con esperienze di panificazione, tour del borgo e nella valle dell'Anapo. Si sforneranno pagnotte, pizze e le morbide "scacce" ripiene

di Redazione

19 Maggio 2026

Impastare insieme. Acqua, farina, lievito, poco sale: quando vengono sfornate le pagnotte con la crosta croccante e la mollica più morbida, il profumo che corre nei vicoli di Cassaro arriva nelle case. Le chiese di Sant’Antonio e San Sebastiano possiedono due forni in pietra, nati con il tradizionale “Cialibru” (l’asta di prodotti del territorio che in passato le famiglie donavano in segno di devozione al santo) che vengono utilizzati di tanto in tanto per finanziare le casse parrocchiali: si preparavano pane, impanate ripiene, e scaccioni con olio e origano, che venivano acquistati dagli abitanti; prima del Covid, si organizzavano anche tavolate sociali dove ognuno portava qualcosa per cenare tutti insieme.

Uno dei forni sociali di Cassaro

Il prossimo weekend (23 e 24 maggio) i due forni in pietra della parrocchia di Cassaro saranno di nuovo accesi, e sforneranno pane, pizza, le morbide scacce ripiene (qui per prenotare). “Il pane del borgo” – parte del progetto Sicilia che piace 2026 cofinanziato dall’assessorato per le Attività produttive della Regione Siciliana – nasce all’interno del terzo e ultimo weekend di Borghi dei Tesori Fest della Fondazione Le Vie dei Tesori e dell’associazione Borghi dei Tesori, festival che in questi giorni sta facendo conoscere i piccoli comuni siciliani, animati da visite guidate, esperienze e passeggiate. “Sarà un weekend speciale in cui chi verrà a trovarci scoprirà due veri tesori – dice il sindaco di Cassaro, Mirella Garro –: la bellezza autentica del borgo e quella, forse anche più preziosa, della comunità che ci unisce. I forni che si riaccendono, le tavolate condivise, le passeggiate nella natura raccontano proprio questo: Cassaro è un luogo che si visita, ma soprattutto si vive insieme”.

La locandina dell’evento

Per il Borghi dei Tesori Fest Cassaro ha preparato un programma molto denso, che mira a valorizzare un territorio straordinario, sia dal punto di vista naturalistico che sociale. I due forni saranno il cuore della comunità che accoglierà i visitatori: punti di incontro, di chiacchiera, di amicizia, ieri come oggi. Si potrà partecipare a un’esperienza di panificazione tradizionale, per poi mangiare tutti insieme sulle lunghe tavolate allestite nelle piazze, gustando non solo pane e pizze appena sfornate, ma anche olio (questa è la terra della tonda iblea, cultivar che profuma di pomodoro verde e carciofo) e prodotti a chilometro zero delle aziende del territorio, tutto sullo sfondo di musica dal vivo dei Cantu e Cuntu.

Nel programma del festival ci sono anche due passeggiate alla scoperta di Cassaro e dei suoi dintorni. Sabato (23 maggio) alle 10, un facile trekking lungo l’ex linea ferrata dismessa negli anni Cinquanta, immersa nella Riserva Naturale Orientata della Valle dell’Anapo. Il percorso costeggia il fiume Anapo passando dalla diga che negli anni ‘50 sviluppava corrente elettrica per la zona. La passeggiata si snoda attraverso le gallerie scavate nelle colline, alla destra scorre il fiume Anapo (in greco, “invisibile”), il costone guarda alla necropoli di Pantalica. Un vero e proprio percorso nella natura, tra pioppi, salici,querce, lecci e orchidee selvatiche, dove si possono osservare anche poiane e aquile, istrici e conigli. Rientrando a Cassaro, ecco l’esperienza di panificazione a San Sebastiano e il pranzo.

Stesso programma domenica (24 maggio), ma stavolta la passeggiata sarà alla scoperta del piccolo borgo-gioiello, interamente ricostruito dopo il devastante terremoto del 1693. Partendo alle 10.45 dalla Chiesa Madre, si raggiungerà la chiesa di San Sebastiano e poi Sant’Antonio, con la sua volta ricca di stucchi dorati e affreschi: qui aprirà il secondo forno di comunità. Merita una visita anche Palazzo Carfì, con il suo museo tra paramenti sacri, strumenti della banda storica e la ricostruzione di una camera da letto contadina dell’800.