Sotto re Ruggero II, era feudo dei Sinibaldi, signori del Monte delle Rose, poi passò ai Larcan e ai Ventimiglia. La devozione a santa Rosalia, nobile eremita, è nata tra queste pietre, lì dove nascono i fiumi, all'ombra dei boschi, nella terra d'arte e cultura coronata dai monti Sicani. Oggi la grotta fa parte dell’eremo della Quisquina, mimetizzato nel bosco, tanto fitto che i saraceni lo chiamarono “Koschin” (oscuro). Nel 2015 è stato inaugurato l’Itinerarium Rosaliae, un sentiero di 160 chilometri che collega i due santuari legati alla santa.


◉ LE VIE DEI TESORI
Nelle due città del Palermitano torna il festival sabato 26 e domenica 27 settembre. A Carini si scopre il mosaico paleocristiano, si va per organi monumentali, si sale sul castello di notte e si scende nelle catacombe. A Bagheria, la torr...◉ IL BANDO
Sei vincitori, tra Italia e Tunisia, riceveranno consulenza gratuita su marketing, fundraising e ingresso sul mercato, oltre a visibilità attraverso i canali del progetto Heritas, il progetto di cooperazione transfrontaliera per valorizzar...





