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Torna Il Genio di Palermo: un lungo di weekend di visite inedite, esperienze e passeggiate
Dal 16 al 19 aprile la quinta edizione del festival ispirato al numer laico della città, promosso dalla Fondazione Le Vie dei Tesori con Università, Soprintendenza e Comune. Tra le novità assolute, l'apertura di Casa Savona, gioiello Art Déco firmato dal decoratore Gino Morici e dall'ingegnere Giuseppe Arici, e la visita del Ponte delle Teste mozze, riapparso dopo un secolo grazie ai lavori per il tram. Si aggiunge Porta Mazara con i suoi affreschi sconosciuti
di Redazione
15 Aprile 2026
È un inno alla creatività della città sotto la “protezione” del nume laico. Dal 16 al 19 aprile, torna Il Genio di Palermo, organizzato per il quinto anno dalla Fondazione Le Vie dei Tesori in collaborazione con l’Università di Palermo, l’assessorato regionale ai Beni Culturali e Soprintendenza, il Comune, l’Amat e numerose altre istituzioni. Il festival quest’anno durerà un intero weekend, raccogliendo luoghi, esperienze e passeggiate.
Cuore di questa edizione – che schiera visite ai luoghi, esperienze e passeggiate condotte da botanici, architetti, giornalisti, storici – sarà il genio creativo di Gino Morici, decoratore e scenografo visionario, e dell’ingegnere eclettico Giuseppe Arici che in piena Art Déco, tra il 1936 e il 1938 decorarono Casa Savona, rimasta intatta per quasi un secolo. Oggi ci si muove tra stanze affrescate, arredi maliziosi che nascondono marchingegni. È stata acquistata dalla Regione Siciliana e restaurata dalla Soprintendenza: anche questo sarà un viaggio affascinante e del tutto inedito, possibile venerdì 17 e sabato 18 aprile dalle 9.30 alle 12.30, per pochissimi visitatori alla volta.
Sarà un viaggio affascinante e del tutto inedito, anche quello sotto il Ponte delle Teste mozze, ritornato alla luce dopo un secolo, grazie ai lavori per la linea del tram. Un monumento scomparso di cui restava traccia soltanto negli schizzi dei viaggiatori del Grand Tour e in qualche foto dell’inizio del secolo scorso; sulle sue campate, secondo alcuni storici, si svolse la battaglia tra Borbone e Garibaldini che tentavano di aprirsi la strada verso lo Stradone di Porta di Termini per entrare a Palermo. Deve il suo nome pittoresco al cippo del Piano di Sant’Erasmo – dove si esponevano le teste dei condannati a morte per decapitazione – che fu trasferito qui a metà Settecento, a poca distanza dal piano dei Decollati adibito a cimitero. Si visita da venerdì 17 a domenica 19 aprile, dalle 10 alle 17,30.
Ma si scoprirà anche, con la guida dello storico Carmelo Lo Curto, Porta Mazara, la più antica della città tornata alla luce quando venne demolito il bastione di Pescara. Oggi appartiene al Comune e ricade nello spazio recintato dell’Istituto di Patologia dell’Università di Palermo.
Si ritroverà il Genio anche nell’arazzo settecentesco di Palazzo Comitini; si passerà dai sontuosi salotti di Villa Niscemi a quelli di Villa Boscogrande, tanto amati da Visconti; dagli affreschi ritrovati dell’ex Mulino Sant’Antonino (grandioso esempio di archeologia industriale, in corso di restauro) a quel capolavoro neoclassico che è il Politeama; al convento di Santa Maria del Gesù ai segreti delle Repentite; dall’affresco sopravvissuto di Palazzo Costantino alla chiesa dei Santi Euno e Giuliano diventata la “casa della memoria” di chi ha lasciato la propria terra, con l’installazione Nostos del documentarista Stefano Savona. Dai dipartimenti universitari sbucano la Gipsoteca di Architettura che custodisce un modello della Mole Antonelliana, e la collezione di 34 immense tavole ottocentesche usate da Giovan Battista Filippo Basile per insegnare agli studenti; del tutto inedito, lo spazio di ricerca come l’Airh Lab di Scienze Umanistiche dove robot e Intelligenza artificiale dialogano con l’uomo.
Ritornano gli amatissimi voli sulla città sul Piper cercando il Genio dall’alto, e si potranno contare a una a una le 5000 mattonelle di Stanze al Genio con Pio Mellina che aggiunge alla collezione un preziosissimo acquamanile del XVII secolo. Con i frati del convento di Santa Maria del Gesù, si cercherà il segno di San Benedetto il Moro, mentre sarà lo storico Pierfrancesco Palazzotto ad aiutare a distinguere le tombe nel cimitero monumentale. Con Fulvia Scaduto si scoprirà la confraternita degli Aromatari, e poi all‘Orto Botanico si aprirà sia il semenzaio che il neonato laboratorio di distillazione (di solito aperti solo agli studiosi) per capire non solo da dove nasce ogni pianta, ma anche quali profumi possono esserne ricavati.
Nelle cinque passeggiate tematiche, gli esperti saranno affiancati dalle guide turistiche tra meraviglie botaniche, tesori d’arte, collezioni scientifiche, vicoli e piazze, e tanta natura. Si cercheranno i creativi nei secoli, si ritroverà il mistero dei Beati Paoli, si parlerà di geni e truffatori, e dei “giustiziati” in tre secoli. Fuori porta nel verde: si salirà al castellaccio di Monreale e si raggiungerà l’affascinante Valle Agrifoglio.
LE VIE DEL COMMERCIO
È un festival nel festival. Quattro giorni di visite, esperienze e degustazioni (da domani, 16 aprile, a domenica) in sedici, tra botteghe storiche, laboratori artigiani e nuovi creativi che hanno scelto di tornare a popolare i vicoli del centro. Sono tutti geni artigiani, ognuno nel suo campo: dai maestri che intrecciano ancora i vimini, agli argentieri che maneggiano materiali preziosi, dai cesellatori che restaurano le opere, alle dita sapienti dei liutai; e ancora, pupari, pittori di carretti e ceroplasti, accanto a chi trasforma la carta alimentare in taccuini preziosi e a designer contemporanei che reinventano la gioielleria di tradizione. Non potevano mancare laboratori tessili e sartoria sociale, dove il riciclo diventa impegno sociale, né i custodi dei sapori siciliani, tra frutta secca e gastronomia autentica. C’è anche chi, da quattro generazioni, restaura oggetti in tartaruga, e chi accoglie i visitatori in un atelier dove coralli, argenti e ricordi della corte borbonica si mescolano a uno sguardo nuovo.















